Autore: | Achille De Lucrezi |
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Titolo: | San Vitale martire a cavallo |
Comune: | DISO (LE) |
Luogo: | Marittima (fraz. di Diso; LE), parrocchiale di San Vitale |
Diocesi: | Otranto |
Datazione: | 1901 |
Restauri: | |
Caratteristiche: | cartapesta policroma; cm 195×200 |
Iscrizioni: |
Notizie storico-artistiche
Marittima, frazione del comune di Diso (LE), è l’unica località pugliese il cui protettore è San Vitale. Il culto per il santo (Milano, III sec.-Ravenna, III-IV sec.), soldato consolare e martire cristiano, marito di Santa Valeria e a sua volta padre dei santi Gervasio e Protasio molto venerati a Milano e a Ravenna, si impiantò nel piccolo centro salentino in epoca imprecisata ma comunque molto antica. Già nella prima metà del XIV secolo il nome del santo era infatti presente nell’onomastica locale, giacché attraverso un documento di un anno imprecisato, anteriore però al 1343, sappiamo che un certo «Giovanni del sacerdote Vitale di Marittima» restituì un manoscritto preso in prestito dalla biblioteca del monastero di San Nicola in Casole di Otranto (cfr. BOCCADAMO 1983, p. 201 nota 244, con rimando bibliografico). Mentre una pergamena custodita presso l’archivio parrocchiale certifica espressamente l’esistenza del culto nella località nel 1589 (vedi QUARANTA 1994, p. 216 nota 7). È dunque solo una mera congettura l’affermazione di don Vittorio Boccadamo (1918-96) secondo la quale a introdurre a Marittima la devozione verso il santo sia stato «qualche antico feudatario di origini veneta o romagnola» (BOCCADAMO 1983, p. 201 nota 244), evidentemente scaturita dal suo radicamento in specifiche e altre realtà geografiche.
Le più antiche testimoniane artistiche del culto e alcune reliquie di San Vitale sono conservate nella parrocchiale a lui dedicata, di fondazione medievale ma rifatta alla fine del XVI secolo, subito dopo la terribile incursione turca che devastò Marittima nel 1573. Al santo martire, stando alla visita pastorale del 1644, era dedicato il maggiore dei quattro altari di cui la chiesa era dotata (registrato anche nelle visite del 1719, 1752 e 1753; vedi BOCCADAMO, pp. 201, 202 nota 246). Chiesa che, in pericolo di crollo, dall’ottobre 1775 venne riedificata e meno di tre anni dopo, l’11 aprile 1778, solennemente benedetta. Nel 1906 però, dopo essere stata modificata e ampliata intorno al 1841 e al 1851, fu nuovamente demolita, a eccezione della facciata «con la volticella adiacente, costruita dal 1840 al 1850 […] e la volta vicino all’abside, verso ovest», quindi ancora una volta ricostruita e ingrandita (cfr. BOCCADAMO 1983, pp. 201-208 con rinvio alle relative fonti archivistiche).
Si legano quindi alle fasi più antiche della costruzione la notizia di un quadro di San Vitale ricordato in un inventario del 1665 – difficilmente identificabile con quello del santo a cavallo, più tardo, tuttora conservato in chiesa (come invece suppone BOCCADAMO 1983, p. 207 nota 265, che propone di datarlo «ai primi anni del seicento») – e la modesta statua lignea del martire-cavaliere di ignoto autore, secondo Boccadamo «sicuramente […] della prima metà del settecento», che stando a questa ipotesi per circa due secoli fu oggetto di culto popolare. Laddove l’immagine di San Vitale è presente anche in tre edicole distribuite nel territorio di Marittima, di cui una reca un affresco presumibilmente settecentesco (cfr. BOCCADAMO 1983, p. 151 nota 189).
Oggi la festa in onore del santo, il cui culto attraversando i secoli è stato scandito anche da singolari momenti, come la rappresentazione il 1° gennaio 1983 de Il Martirio di San Vitale, dramma in sei atti su testo dell’insegnante Maria Affinito (vedi BOCCADAMO 1983, p. 152 nota 190), si tiene a Marittima generalmente nei giorni 28 e 29 aprile.
Diversi e particolarmente partecipati sono gli eventi che caratterizzano e allietano i giorni dei festeggiamenti, preceduti di consueto da un Palio intitolato al santo in cui si sfidano tutti i rioni della frazione, la cui piazza e le vie principali sono abbellite dalle suggestive e tipiche luminarie. In passato, anzi, la festa patronale, essendo l’evento annuale a cui partecipava tutta la comunità di Marittima, era all’origine dei fidanzamenti dei giovani o l’occasione per ufficializzare tali nuovi legami o i futuri matrimoni (cfr. QUARANTA 1994, p. 216; ivi altre notizie sulla festa e sul gemellaggio tra Marittima e San Salvo, in provincia di Chieti, siglato nel 1984 in nome del comune protettore).
Il 28 e il 29 aprile solenni momenti liturgici si alternano a occasioni di svago e divertimento. Il 28, al termine della Santa Messa delle ore 8 presso la Matrice, intorno alle ore 10 si svolge la processione del simulacro di San Vitale per le vie principali del paese, seguita verso le 11.30 da una seconda celebrazione liturgica presieduta dal parroco o da un predicatore forestiero il cui panegirico racconta le eroiche gesta e gli aneddoti della vita del martire, lodandone le virtù cristiane e le capacità taumaturgiche. Le note di alcuni concerti bandistici scandiscono i diversi momenti dell’intensa prima giornata, la quale si chiude con spettacolari e scenografici fuochi pirotecnici. Il giorno successivo, invece, oltre alle celebrazioni in parrocchiale di altre messe, sul palco o sulla luminosa cassa armonica allestiti in piazza si esibiscono comici, cabarettisti, attori o musicisti della tradizionale musicale popolare. Nel corso degli anni durante la due giorni sono state anche ospitate, a ragione delle vicende biografiche di San Vitale, associazioni ippiche e scuole di cavalleria militare, così come non sono mancati fiere e cortei storici.
Durante la solenne processione del 28 aprile viene condotto per le vie del paese, tra due ali di folla che a intervalli intona l’inno a San Vitale composto nel 1942 dal parroco di Marittima don Francesco Nuzzo (vedi QUARANTA 1994, p. 216, dove è riportato anche il testo di una più recente preghiera scritta da don Vittorio Boccadamo), il simulacro in cartapesta del santo a cavallo. Nel corso del rito vengono ricordati alcuni provvidenziali interventi di San Vitale, come quello contro il contagio dal colera del 1867 e l’altro, del settembre del 1862, che vide il santo brandire la lancia per allontanare le nubi di un violento uragano che si stava per abbattere su Marittima salvandone la popolazione; evento miracoloso che viene evocato con una sosta del corteo nel luogo dove apparve San Vitale nell’atto di sollevare la lancia contro l’uragano.
Protagonista del rito è la statua cartacea modellata nel 1901, in sostituzione di quella lignea qui ricordata, dal cartapestaio leccese Achille De Lucrezi (1827-1913; vedi SCHEDA). Lo documenta un articolo del maggio di quell’anno in cui l’opera viene elogiata come un «lavoro […] difficoltoso, perché è la prima volta che si modella un cavallo in cartapesta. Ma i bravi artisti del laboratorio De Lucrezi hanno saputo vincere tutte le difficoltà ed hanno fatto un lavoro perfetto» (LAVORI IN CARTAPESTA 1901).
In effetti la bottega del De Lucrezi è riuscita a creare, pur nelle dimensioni contenute del gruppo, un’opera ‘monumentale’ e viva, contraddistinta dall’‘aria pietosa’ del santo con gli occhi voltati al cielo, da colori tenui e delicati, dal riuscito movimento delle pieghe cartacee, dai raffinati decori degli abiti, della sella frangiata e della corazza su cui campeggia una testa antropomorfa, dalla perfetta resa anatomica del corpo del cavallo e della figura del santo (si vedano le due mani del martire colte in un momento di straordinaria intensità, spirituale in un caso e fisica nell’altro, che ne fa rilevare le vene mentre l’una è accostata al cuore e l’altra tiene le redini).
Proprio con la consegna simbolica all’immagine plastica del protettore – la cui briglia fu donata dalla signora Virginia Quaranta (1887-1953), mentre le due palme d’argento costituivano già la dotazione dell’antica statua, come registrato negli inventari parrocchiali – della chiave d’argento del paese, donata dalla signora Filomena Frassanito (1842-1932), si conclude la processione (cfr. BOCCADAMO 1983, pp. 207-208 nota 266).
Bibliografia
- Lavori in cartapesta, in «Il Risorgimento. Organo degl’interessi pugliesi», XXVI, 17, 11 maggio 1901.
- V. Boccadamo, Marittima: ambiente e storia, Congedo editore, Galatina 1983.
- A. Quaranta, Marittima. Un paese del Salento: l’uomo, l’ambiente, la cultura, Congedo editore, Galatina 1994, pp. 216-225.
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